| La bonifica della Valdichiana
Nel corso del medioevo, le Città-Stato che maggiormente
operarono nella valle furono Orvieto, Arezzo, Perugia, Siena e Firenze.
Tutte dovettero fare, più o meno concretamente. i conti con il grande
problema di questo territorio: ovvero il dissesto idrologico che aveva
provocato il progressivo impaludamento della zona.
Il fiume Chiana (o Clanis), che come attestano gli scrittori classici
era al tempo degli etruschi e dei romani perfettamente navigabile, con
una evoluzione quasi naturale, tendeva ad invertire il proprio corso dal
Tevere all' Arno. A causa dei grandi interessi che via via si erano creati
nella valle, le due città che si dovettero occupare maggiormente
del problema furono quelle che per più tempo si divisero ed alternato
il dominio sul territorio della Valdichiana e cioè Siena e Firenze.
La frammentarietà degli interventi, causata dalla precaria stabilità
politica che caratterizzò il periodo medioevale e il primo Rinascimento,
fu un ostacolo notevole alla necessaria opera di bonifica.
Solo quando, con la caduta di Siena nel 1554, tutto il territorio passò
sotto il dominio dei Medici, poté essere approntato un piano coordinato
e completo di bonifica. Si occuparono dei lavori nella valle tutti i maggiori
artisti e studiosi del `500, da Leonardo Da Vinci ad Antonio da Sangallo,
a Baldassarre Peruzzi a Vignola etc., che realizzarono anche molte opere
pubbliche e private.
Nel 1737 l' opera di bonifica passò dalle mani dei Medici a
quelle dei Lorena, che dettero un contributo concreto al raggiungimento
dello scopo, inquadrando il discorso in un ampio panorama dì politica
territoriale. |
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